Vecchie Annate

Vecchie Annate

Le annate dei vini Ca’ Lustra Zanovello

I nostri vini non hanno fretta. Cambiano con il passare degli anni e l’invecchiare delle viti, con il mutare del clima e delle condizioni di stoccaggio, con le nostre evoluzioni di tecniche e di appassionata ricerca, ma si comportano sempre in modo peculiare: vanno piano e lontano. L’attesa ci ha ripagato con sorprese interessanti sia nelle selezioni Zanovello sia nei più semplici vini Ca’ Lustra, anche a distanza di 10 – 20 anni dall’annata di produzione.
Abbiamo ricavato uno spazio in cantina per stoccare circa 500 bottiglie di ogni annata, da riproporre in vendita successivamente. Una riserva storica di Vecchie Annate dedicata ai più appassionati, a chi non ha gli spazi idonei per tenere a lungo le bottiglie in casa, a chi si chiede cos’è il goudron o di cosa sa il moscato una volta sfumato il frutto.

Dove nascono i nostri vini

A Faedo, proprio nel cuore dei Colli Euganei, abbiamo la sede aziendale e coltiviamo principalmente varietà a bacca bianca. I vigneti si trovano tra i 150 e i 400 m s.l.m., esposti principalmente a sud-est. I terreni di origine vulcanica sono abbastanza profondi e salvo qualche eccezione ricchi di riserve idriche. Generalmente ventilati, ricevono una buona insolazione. Trovandoci nella zona centrale dei Colli Euganei, il clima è già mediterraneo, ma l’altitudine favorisce una buona escursione termica tra il giorno e la notte.

Ad Arquà Petrarca, nel Podere Aganoor, abbiamo principalmente le varietà a bacca rossa destinate alle riserve. Il terreno è composto da scaglia calcarea. Il suolo utile alle radici della vigna è profondo mediamente 50 cm. Questo favorisce la competizione tra le piante nella ricerca di sostanze nutritive e acqua, determinando una maggiore concentrazione fenolica nell’uva e permettendoci di ottenere vini concentrati e longevi. Qui il clima è decisamente mediterraneo, con scarse precipitazioni e temperature elevate, pur mantenendo una buona ventilazione.

Caratteristiche delle singole annate

Ecco le principali caratteristiche delle annate che abbiamo vissuto nei nostri vigneti di Faedo e Arquà Petrarca.

2021

Schivate le gelate primaverili, il clima equilibrato del 2021 ci ha permesso di arrivare ad agosto con un carico di uva superiore alla media. Con ottime premesse, a fine agosto abbiamo iniziato tranquillamente la vendemmia, per accelerare bruscamente i lavori dopo soli tre giorni a causa di una forte grandinata che ha colpito una larga fascia dei Colli Euganei centrali e quasi tutti i nostri vigneti di uve bianche, costringendoci a raccogliere con urgenza tutto quanto possibile. Nonostante la grandine, le vinificazioni hanno dato buoni risultati, in alcuni casi davvero inaspettati. Inevitabilmente una parte delle uve che di solito destiniamo alle Selezioni Zanovello è stata spostata alla produzione del Bianco Ca’ Lustra, che quest’anno sarà dunque tanto e buono.
Tutt’altra sorte hanno avuto i vigneti di Arquà Petrarca, dai quali abbiamo raccolto, molto più tardi, Merlot e Cabernet di qualità rara: le maturazioni perfette e l’acidità più alta del solito ci hanno permesso di ottenere vini ricchi, robusti e profondi, dai quali ci aspettiamo grandi soddisfazioni negli anni a venire.

2020

L’annata 2020 tra primavera e inizio estate ha visto un buon approvvigionamento di acqua e temperature moderate. Il carico d’uva molto elevato lasciava presagire una vendemmia abbondante, poi solo in parte ridimensionata da due grandinate a luglio. In generale una buona annata, che ha dato vini solidi ed equilibrati grazie anche a delle fermentazioni particolarmente spigliate.

2019

Il 2019 è stata un’annata memorabile per la freschezza e profondità dei vini ottenuti. Un mese di luglio particolarmente piovoso e tutta l’estate caratterizzata da notti fresche e sporadici temporali ci hanno permesso di raccogliere uva dalla grande ricchezza aromatica, con acidità ancora viva anche a piena maturazione. Qualità specialmente apprezzabili nelle uve bianche coltivate a quota più alta, sul monte Venda.

2018

L’annata 2018 è stata fortunata e abbondante. La primavera ha visto un clima asciutto, l’estate la giusta alternanza di sole e pioggia, con temperature mai eccessivamente elevate. Una di quelle rare annate in cui i lavori sono facili sia in vigna che in cantina. Ci ha donato vini schietti ed equilibrati, non campioni di complessità, ma più facili da approcciare fin dalla gioventù.

2017

L’annata 2017 è stata siccitosa e con forti punte di calore in estate. Per certi versi simile alla 2015, quindi abbiamo giocato d’anticipo. Viste le difficoltà dovute alla discrepanza fra maturazione tecnologica e fenolica, abbiamo raccolto presto una parte delle uve per mantenere freschezza e acidità e le abbiamo vinificate con macerazioni leggere, in modo da non estrarre troppe note verdi. Queste prime fermentazioni di vendemmie precoci sono servite da potente pied de cuve per le uve raccolte successivamente a maturità fenolica ottimale, in modo da avere profumi, profondità e larghezza di beva. Come risultato abbiamo ottenuto vini di grande personalità, dal sorso pieno, equilibrato e persistente.

2016

L’annata 2016 è stata una delle più belle ed equilibrate dell’ultimo decennio. La primavera piovosa ha diradato un po’ i grappoli in fioritura e garantito un ottimo approvvigionamento idrico alle vigne in fase di accrescimento. È seguita un’estate calda e asciutta, con pochissime precipitazioni. Questo ci ha permesso di ottenere uve sane e concentrate, in maniera abbastanza simile a quanto visto nel 2013. Allo stesso modo, le uve sia bianche che rosse hanno dato risultati straordinari.

2015

L’annata 2015 ha messo a dura prova i vigneti a causa di un’estate molto calda e siccitosa sia ad Arquà Petrarca che a Faedo. Tra le difficoltà, la discrepanza fra i valori di maturazione dell’uva: la maturazione tecnologica (accumulo di zuccheri) è avvenuta con molto anticipo rispetto alla maturazione fenolica (concentrazione di antociani, tannini, polifenoli). Questo, ovvero la vendemmia anticipata che ne è dipesa, ha dato ai vini sfumature erbacee pur mantenendo un bel frutto, tannini più evidenti, elevata alcolicità. Qualche spigolo, per vini che avranno bisogno di qualche anno in più per esprimersi al meglio.

2014

Il 2014 è stato indubbiamente difficile, per motivi opposti rispetto al grande caldo a cui ci siamo ormai abituati: tra luglio e agosto abbiamo avuto più di 40 giorni di pioggia, con conseguenti difficoltà sanitarie e di maturazione. Abbiamo lavorato molto in vigna selezionando i grappoli ed esponendoli il più possibile all’aria e alla luce, ci ha aiutato il vigore di alcuni vigneti giovani capaci di ricacciare foglie nuove (preziosa fotosintesi) anche a fine estate. In vendemmia siamo passati più volte negli stessi filari per raccogliere mano a mano ciò che era a rischio marciume, lasciando a maturare il più possibile il resto. Le fermentazioni spontanee, per via del basso grado zuccherino e dell’abbondanza di azoto, sono state rapide e pulite.
Il risultato sono stati vini ovviamente più leggeri, ma inaspettatamente eleganti. Non abbiamo prodotto le riserve di rosso più per totale differenza nello stile che per mancanza di qualità. Alcuni vini, anche rossi, sono stati godibili (e goduti) fin da subito, altri hanno avuto bisogno di qualche anno di affinamento vista l’elevata acidità e l’iniziale chiusura nei profumi. Quel che è certo è che, in un’annata demonizzata dai più, abbiamo ottenuto vini senz’altro diversi, ma balsamici e intriganti, che tutt’oggi anche alla cieca sorprendono per il loro carattere e la loro freschezza.

2013

L’annata 2013 è stata una delle migliori degli ultimi 20 anni. Inizialmente la primavera molto piovosa ha reso difficile la difesa fitosanitaria, il terreno era spesso impraticabile e le piogge in fioritura hanno compromesso l’allegagione (trasformazione del fiore in frutto). I pochi grappoli spargoli che sono riusciti ad arrivare all’estate hanno goduto di grande disponibilità di nutrienti e di un clima inusualmente mite fino alla vendemmia, il che ci ha permesso di raggiungere una maturazione completa e uniforme delle uve sia per quanto riguarda i fenoli sia per la concentrazione zuccherina. La maturità perfetta e la bassa acidità delle uve hanno dato vini subito piacevoli da bere; la concentrazione e la grande sapidità li rendono anche capaci di migliorare per molto tempo a venire.

2012

L’annata 2012 è stata molto calda e particolarmente secca. L’ultima, con un’eccezione nel 2021, nella quale ci siamo serviti dell’irrigazione per salvare alcuni vigneti. In alcune situazioni ci siamo trovati a dover recidere i grappoli in piena estate pur di tenere in vita le piante.
A Faedo il caldo ha messo alla prova specialmente i vigneti giovani, ad Arquà Petrarca la siccità protratta per quasi 5 mesi ci ha spinti ad attingere dal pozzo freatico come non mai (e per fortuna c’era!). Abbiamo vendemmiato leggermente in anticipo per preservare un po’ di freschezza ed evitare l’eccessiva surmaturazione dei grappoli. Ne sono derivati vini intensi, decisi e concentrati, con elevata alcolicità, note di spezie e frutta matura.