La potatura della vite

Dal vigneto alla bottiglia: appunti di potatura

I primi mesi dell’anno sono dedicati alla potatura della vite. La potatura è un’attività fondamentale che determina e indirizza la produttività delle piante. Verso la fine dell’anno solare le piante entrano nel riposo vegetativo, ma chi se ne prende cura non si ferma. Sebbene la vendemmia sia il periodo più importante dell’anno, nel vigneto si lavora continuamente, anche nei mesi più freddi. L’attività principale è la potatura invernale, che ci permette di mantenere la forma del sistema di allevamento scelto e di definire il carico di gemme che in primavera daranno frutto.

Durante la potatura ci muoviamo nelle fredde giornate invernali tra i filari spogli dei nostri vigneti. Attorno a noi il paesaggio dei Colli Euganei invita al riposo in attesa della primavera. È un lavoro solitario, silenzioso e meditativo. Ogni pianta è diversa e richiede la nostra massima attenzione e cura. Impieghiamo circa 3 mesi per ultimare la potatura dei nostri vigneti, partendo dal Monte Venda arrivando fino al Monte Cecilia, passando per la Valle di Faedo.

Potatura secca della vite e allevamento della vite

La nostra potatura secca si ispira al Metodo Simonit&Sirch, che negli anni ha contribuito ad accrescere la sensibilità dei viticoltori verso la salute dei propri vigneti. Agiamo nel massimo rispetto per le piante. Operiamo con tecniche volte ad indirizzare la crescita di ciascuna pianta senza mai danneggiarne il flusso linfatico principale. L’attenzione alla sostenibilità è fondamentale: permette di mantenere vigne sane capaci di generare vini biologici complessi e longevi.

Il Metodo Simonit&Sirch parte da uno studio ventennale sui più antichi e tradizionali metodi di potatura. Analizzandone caratteristiche e risultati, Marco Simonit e Pierpaolo Sirch hanno ideato un sistema adattabile anche alle più moderne forme di allevamento: il Cordone Speronato e il Guyot.
Quando parliamo di allevamento della vite intendiamo l’insieme di azioni messe in atto per ottenere il risultato desiderato nel grappolo e quindi nel vino: disposizione delle piante nei filari, gestione dei tralci e potatura. I diversi sistemi variano in base alle tradizioni locali, al clima, al terreno, alle varietà d’uva e al risultato voluto.

Cordone Speronato e Guyout

Tra le forme di allevamento oggi più diffuse ci sono il Cordone Speronato e il Guyot: determinano generalmente una produzione più bassa in vigna e una maggiore qualità. Nelle nostre zone si adattano bene e sono quelle che utilizziamo maggiormente anche noi.

La potatura entra in gioco nel sistema di allevamento. È un’azione che in un certo senso permette di “plasmare” la pianta dandole la forma voluta, prevedendo quali saranno i suoi meccanismi di propagazione e fruttificazione. La vite infatti è una liana e il taglio e indirizzamento dei tralci sono determinanti nella quantità e qualità dei grappoli che cresceranno.
Le variabili sono davvero molte, ma di seguito vi illustriamo in maniera estremamente semplificata come potiamo il Cordone speronato e il Guyot.

Il Cordone Speronato è una forma di allevamento che richiede più tempo rispetto ad altre per arrivare all’impostazione desiderata. È solo al quarto anno infatti che la pianta viene modellata nella sua forma definitiva, per poi essere mantenuta negli anni attraverso la potatura.
In foto l’allevamento a Cordone speronato prima e dopo la potatura.

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Il Guyot è una forma di allevamento che richiede estrema attenzione per riconoscere le parti produttive e di accrescimento di ogni singola pianta: sperone, capo a frutto dell’anno precedente, nuovo capo a frutto. Ne consegue un ciclo di azioni che permette di garantire la continuità del flusso linfatico e l’equilibrio vegetativo della pianta.
In foto l’allevamento a Guyot prima e dopo la potatura.

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Aspettando la primavera si continua con la potatura

Durante il mese di febbraio proseguono i lavori di potatura nei vigneti. Le giornate si allungano lentamente, alcuni alberi da frutto si preparano alla fioritura in attesa della primavera. Talvolta, in annate particolarmente calde, alcuni mandorli ricoperti di petali bianchi si vedono da lontano lungo i versanti del Monte Cecilia.
Le gemme delle nostre vigne crescono a vista d’occhio. Si nota già il delicato tessuto tomentoso che avvolge le nuove foglioline. Qualche settimana e già osserveremo i piccoli germogli colorare di un verde brillante i nostri vigneti.

Un’altra stagione vegetativa sta per iniziare, sicura e inarrestabile.

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