La scelta dei tappi

Sapete qual è l’elemento più importante, dopo il vino, in una bottiglia? Il tappo.
La chiusura è ciò che consente il mantenimento e la maturazione del vino nel tempo.
Ne esistono di svariati materiali, dimensioni, qualità. Noi, dopo anni di prove, ne abbiamo scelti di due tipi, che sono tra i migliori esistenti sul mercato.
Microgranulato: è un sughero ricostruito con tecniche all’avanguardia e con l’uso di poco collante. È la migliore soluzione che abbiamo trovato per omogeneità tra una bottiglia e l’altra e per mancanza di difetti. L’ossigenazione è controllata e hanno buona tenuta nel tempo. Abbiamo quindi garanzie qualitative.
Sughero naturale: sempre monopezzo, lo usiamo solo per bottiglie che riteniamo possano restare in circolazione per più di 20 anni. Per questo, e per evitare il più possibile problemi di TCA (Tricloroanisolo, è quel fastidioso odore “di tappo”), facciamo scelte molto ponderate.
C’è da dire che, come nella produzione, a noi piace sperimentare. In occasione dell’ultimo imbottigliamento di Sassonero e Girapoggio abbiamo messo da parte un po’ di bottiglie chiuse con 6 tipi di tappo diversi, da quelli in uso oggi a nuove proposte uscite recentemente sul mercato. Abbiamo messo a confronto tappi microgranulati garantiti 10 e 30 anni, anche nella versione “Origine”, la linea Bio che prevede l’uso di cera d’api e collanti vegetali nella pressatura. Poi, non potevano mancare, due tipi di sughero naturale monopezzo. Bisognerà pazientare qualche anno (anche 30!) per avere riscontri attendibili, ma intanto procediamo con le prove, con il perenne obiettivo di migliorarci.

In occasione delle prossime degustazioni guidate avremo certamente modo di approfondire l’argomento…e di provare qualche bottiglia già “vecchiotta”.