Nero Musqué: la storia di un moscato nero, diventato un vino siciliano d’adozione

Avete mai sentito parlare di Moscato Nero? Vi siete mai lasciati conquistare dalle sue note aromatiche? Oggi vi vogliamo parlare di una particolare varietà di questo vino Moscato che ha percorso più di 1000 km per riuscire a produrre frutto. Ne abbiamo ottenuto un vino unico: il Nero Musqué.

Il Moscato Nero e il suo percorso dai Colli Euganei alla Sicilia

I Colli Euganei sono famosi per essere una terra calda e assolata, soprattutto nella loro zona più meridionale, e permettono la coltivazione di un buon numero di colture. Tra le viti di questa zona, due delle varietà più conosciute sono il Moscato Bianco e il Moscato Giallo, quest’ultimo noto tra questi colli come Moscato Fior d’Arancio. Ma c’è un’altra varietà presente in Italia, un tempo coltivata anche nei Colli Euganei: quella del Moscato Nero, di cui, esistono più tipologie, fatto che magari vi stupirà se non siete assidui frequentatori di banchi d’assaggio e degustazioni. Oggi vi vogliamo parlare di quella che più sta più a cuore a noi: la variante di moscato che ci permette di produrre il Nero Musqué.

Per raccontarvi di questo vino moscato dobbiamo parlare di un vitigno prima che di un vino. Un vitigno sconveniente, poco produttivo. Una pianta che fatica a impollinare e quindi a produrre frutto, ed esigente in quanto a posizione e clima. Per questo nel tempo è stato ripetutamente piantato e abbandonato in diverse zone di produzione. Abbiamo avuto la fortuna di poterlo conoscere da vicino nella parte meridionale dei Colli Euganei, dove è stato prodotto per alcuni decenni. La produzione era davvero incostante (non tutti gli anni produceva frutto), a tal punto che questa varietà, chiamata Moscato Nero di Parenzo, è prima stata eliminata dal registro ampelografico dei vitigni e successivamente espiantata, rischiando di scomparire.
Trattandosi dell’ultimo vigneto rimasto in Italia, Franco Zanovello si è prodigato per mettere in salvo alcune gemme portandole in Sicilia, dove stavamo seguendo un progetto di studio proprio sui Moscati, in collaborazione con l’Università di Palermo e la Regione Sicilia. È stata l’occasione ideale per riuscire a mettere a frutto alcune piante e nel tempo estendere a un ettaro la coltivazione del Moscato Nero.

Il Moscato Nero e la sua nuova vita in Sicilia

Ci troviamo nella contrada Costa di Bisaccia, una zona collinare vicino a Grisì (Palermo). Il vigneto è alto in quota, circa 600 m, a una quindicina di km in linea d’aria dal Golfo di Castellammare. Beneficia del sole e del vento siciliano, asciutto, caldo ma mai troppo. Tutto questo ci aiuta nella coltivazione di questo vitigno tanto esigente quanto generoso nelle caratteristiche organolettiche delle sue uve, una volta trovato il suo habitat ideale. Le produzioni sono sì basse, ma costanti, e ci permettono di ottenere un vino di rara complessità olfattiva.

Ma come siamo arrivati alla prima etichetta? Dopo i primi esperimenti, siamo riusciti a produrre una quantità di vino sufficiente per imbottigliare la prima piccola partita. Il risultato è stata una piccola bottiglia con un’etichetta essenziale, stampata “in casa” dallo sfondo bianco e sole scritte, e dal nome temporaneo: “Nero” in rappresentanza della varietà, “Musqué” per i sentori muschiati tipici del Moscato che caratterizzano in modo particolare questo vino. Ci siamo poi affezionati a questa etichetta per noi “fuori dal coro”, che si distingueva tra le altre bottiglie, come il vino presentava profumi nuovi e curiosi, sorprendenti. Abbiamo così deciso di rendere definitivo ciò che era nato come provvisorio, trovando la bottiglia giusta, perfezionando le scritte e scegliendo la carta. Abbiamo rifinito il vestito di questo Moscato Nero senza cambiarne la natura.

Dopo oltre 10 anni siamo riusciti a reinserirlo nel registro ampelografico sotto il nome di “Moscato delle Rose”, in onore del sentore caratterizzante che pervade le narici di chi lo assaggia e per cui viene ricordato da chi lo ama.

Il Nero Musqué oggi: caratteristiche del Moscato Nero delle Rose

Oggi siamo orgogliosi di poterci definire gli unici produttori in Italia di questa varietà di moscato, che, in questo lungo percorso di scoperta e riscoperta abbiamo imparato a conoscere ancor meglio nella sua complessità ed essenza preziosa.
Il grappolo è spargolo e verso metà settembre raggiunge una naturale surmaturazione in vigna concentrando zuccheri e aromi. Se è vero che bisogna avere attenzione al giorno di vendemmia in modo da ottenere un vino equilibrato, è altrettanto vero che la fermentazione parte facilmente e si ferma da sola dopo circa un mese. Non ci resta che lasciarlo riposare in botte per circa un paio d’anni.

Un Moscato Nero siciliano che sorprende a ogni sorso

Il risultato in bottiglia è sorprendente: un vino rosso dolce, speziato, ricco di sentori fruttati che vanno dall’albicocca alla frutta rossa sotto spirito. Evidenti sono anche le note di erbe aromatiche che richiamano la macchia mediterranea. Non manca una leggera nota di sottobosco, muschiata appunto, come ricorda il nome. Questa notevole complessità aromatica accompagna un sorso pieno. In seguito all’assaggio le sensazioni al palato si amplificano con il passare dei minuti, trovando un ottimo equilibrio fra zuccheri, tannino setoso, sapidità e freschezza. Un vino dinamico, molto persistente, che invita al riassaggio.

Il Nero Musqué è una chicca da condividere in famiglia e con gli amici, ma merita anche come vino da meditazione. Sorseggiato fresco (14-16°C) con della frutta secca o del cioccolato non troppo fondente è una coccola che potete dedicarvi a fine giornata.

“Prove d’Autore”: un’etichetta di Moscato tra i nostri esperimenti

Chi ci conosce sa che amiamo sperimentare. Quindi non potevamo fermarci alla versione dolce di questo straordinario vino. Dopo alcune prove, siamo felici di annunciarvi l’uscita di una nuova variante di Moscato Nero secco.
Quest’anno abbiamo lanciato un progetto, quello delle “Prove d’Autore”, che apre una porta sul nostro modo di vivere il vino. Tra le etichette che fanno parte di questo progetto c’è anche il Moscato Nero secco: poche bottiglie, prodotte solo una volta, in una veste unica creata appositamente.
Assaporandone il profumo, l’aromaticità riporta immediatamente al Nero Musqué, al palato invece è secco, caldo, sempre sorprendente quanto la versione dolce, seppur in maniera diversa.
Questo moscato è diventato siciliano d’adozione, ma noi siamo ancora strettamente legati alla nostra terra: non vi resta che venirci a trovare nella nostra cantina sui Colli Euganei, saremo più che felici di condurvi nell’assaggio di questo vino dolce unico.

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