L’inverno in campagna: la potatura

A chi lavora con la terra, è ben noto. La potatura è la pratica che determina e indirizza la produttività delle piante. In questo articolo vi racconteremo come viviamo noi questo delicato processo, tanto importante quanto minuzioso, fatto di cura e attenzione al dettaglio.

Sebbene la vendemmia sia il periodo più importante dell’anno, in vigneto si lavora continuamente, anche nei mesi più freddi. Verso la fine dell’anno solare le piante entrano in riposo vegetativo, ma chi se ne prende cura non si ferma mai: a gennaio si comincia con l’attività fondamentale della potatura.

Quella che usiamo si rifà al Metodo Simonit&Sirch, che negli anni ha contribuito ad accrescere la sensibilità dei vignaioli verso la salute dei propri vigneti. Qui vige il massimo rispetto per le piante, che tramite varie tecniche di potatura manuale vengono indirizzate e mai danneggiate nel loro flusso linfatico principale. L’attenzione alla sostenibilità è fondamentale e ci permette di ottenere vigneti sani e temprati.

I diversi tipi di potatura

Il Guyot è diverso dal Cordone Speronato, e qui ci si dà un gran da fare per riconoscere di ogni singola pianta le parti produttive e di accrescimento. Sperone, capo a frutto dell’anno precedente, nuovo capo a frutto. E si ricomincia. In un certo senso, si “plasma” la pianta dandole la forma voluta, prevedendo quali saranno i suoi meccanismi di propagazione e fruttificazione. Si decide così la sorte della nuova annata produttiva.
È un lavoro solitario, silenzioso e meditativo. Ogni pianta è diversa, in un susseguirsi di diverse forme e diversa vigoria. Fa freddo, a volte l’aria gelida è davvero tagliente, ma appena esce un piccolo raggio di sole ci si riscalda con il suo tepore.
Una squadra di potatura si muove silenziosa tra i filari spogli e in circa 3 mesi copre i 27 ettari dell’azienda muovendosi dal Monte Venda passando per la Valle di Faedo, fino al Monte Cecilia.

Come avviene la potatura di un Guyot?

La potatura di un Guyot avviene secondo regole ben precise: si prende il tralcio con le gemme nuove, lo si manipola attentamente in modo da curvarne gli internodi e portare la penultima gemma all’altezza del ferro di sostegno della pianta. Successivamente si passa alla legatura con forbici speciali e fili biodegradabili che mantengano il capo a frutto ricurvo fino alla conclusione del ciclo produttivo.

La selezione delle barbatelle dopo la potatura

Si inizia anche con la selezione massale e clonale delle nuove barbatelle che andremo a piantumare. Dopo la potatura si torna nel vigneto, si raccoglie un nutrito quantitativo di tralci tra quelli tagliati. Quei tralci serviranno per l’innesto e la produzione di nuove barbatelle.
La selezione monoclonale prevede esseri del tutto uguali geneticamente, un po’ rischiosa dal punto di vista della resistenza ai patogeni e un po’ più monocorde nei vini che ne derivano, soprattutto per la ridotta complessità dei fenoli. L’aspetto positivo è che un vigneto monoclonale si comporta in maniera più omogenea sul campo e prevedibile in vinificazione. Vengono determinati il livello di acidità dell’uva, l’accumulo di zuccheri, l’epoca di maturazione e altre caratteristiche specifiche.
La selezione massale si fa nei vigneti vecchi in cui la variabilità genetica è molto più elevata e determina anche una buona resilienza in caso di forte stress. Le piante sembrano uguali ma di fatto non lo sono: c’è una piccola differenza a livello genetico che consente di fare una distinzione tra individui, proprio come negli esseri umani. Questo porta una maggior quantità di fattori che possono influenzare il risultato finale, rendendolo più complesso e ricco di sfumature.
Oggi i vivai lavorano su selezione clonale per ottenere specie performanti, ma è bene non perdere questa variabilità che è la nostra ricchezza, il nostro valore.

La potatura tardiva di febbraio e marzo

Durante il mese di febbraio proseguono i lavori di potatura nei vigneti. Le giornate si allungano lentamente, alcuni alberi da frutto hanno già iniziato la fioritura. I mandorli ricoperti di fiori bianchi si vedono da lontano lungo i versanti del Monte Cecilia.
Le gemme delle nostre vigne crescono a vista d’occhio, si nota già il delicato tessuto tomentoso che avvolge le nuove foglioline. Qualche settimana e già osserveremo i piccoli germogli colorare di un verde brillante i nostri vigneti. Un’altra stagione vegetativa sta per iniziare, sicura e inarrestabile.
Nel mese di marzo si procede con la potatura degli ulivi. Ci prendiamo cura di circa 350 solide piante che per la campagna di raccolta 2020/2021 ci hanno dato una produzione sana e abbondante. È arrivato il momento di “sfrondare” per indirizzare l’accrescimento e la produzione degli anni successivi. Il lavoro richiede una buona quantità di energie, spesso lavoriamo su piante molto grandi che vengono potate con un’asta telescopica alla cui estremità è posto un forbicione da potatura. Le fronde vengono raggruppate e trinciate.
La primavera inizia a sbocciare e l’aria frizzante del mattino cede il posto a un piacevole tepore nelle ore centrali della giornata.

Add comment